Il mio metodo non è un metodo standard.
Ed è proprio questo il punto.
Per anni ho cercato anche io “il metodo”: quello replicabile, impacchettato, vendibile a chiunque.
Lo stesso che molti guru del marketing propongono ancora oggi agli albergatori, promettendo risultati rapidi, automatismi magici e formule valide per tutti.
Poi ho guardato da vicino gli hotel.
Quelli veri.
Quelli con una storia, una posizione, un target, una stagionalità, una personalità diversa da qualsiasi altro.
(PS: ho lavorato dentro agli hotel per 15 anni e so bene di cosa parlo).
E ho capito una cosa semplice, ma scomoda:
non esiste un metodo universale che funzioni per tutti gli hotel, nemmeno per strutture simili tra loro.
Ogni hotel è un ecosistema.
E ogni ecosistema va letto, interpretato, ascoltato.
Il mio lavoro non parte dagli strumenti, ma dalle priorità reali.
🆘 Se il tuo problema è che i tuoi contenuti social non raccontano nulla di te, non ti propongo “3 post a settimana”.
Lavoro su cosa rende il tuo hotel riconoscibile, memorabile, desiderabile.
Perché i social non servono a “esserci”, servono a costruire relazione e aspettativa.
🆘 Se hai ospiti che vengono una volta e poi spariscono, non ti vendo subito campagne pubblicitarie.
Intervengo sulla newsletter, non come invio promozionale, ma come strumento di continuità:
per trasformare un soggiorno in un legame,
e un contatto in una community che si ricorda di te anche quando non sta viaggiando.
🆘 Se comunichi solo offerte e prezzi, non ti prometto più prenotazioni.
Ti aiuto a cambiare prospettiva:
oggi gli ospiti scelgono hotel che sentono affini, non semplicemente convenienti.
E questa affinità si costruisce con una comunicazione coerente, umana, costante.
Social media e newsletter non sono canali separati.
Sono due parti dello stesso sistema.
I social attirano, coinvolgono, fanno innamorare.
La newsletter nutre, fidelizza, mantiene viva la relazione.
Essere unici oggi non è un vezzo creativo.
È una necessità strategica.
Ma l’unicità, da sola, non basta.
Va tradotta in contenuti, tono di voce, scelte editoriali.
E soprattutto va mantenuta nel tempo.
Con il mio “non metodo” affianco gli albergatori che vogliono smettere di comunicare a caso
e iniziare a costruire una presenza che abbia senso, direzione e continuità.
Non applico formule.
Non forzo strumenti.
Lavoro per trovare il modo giusto per il tuo hotel, per il tuo pubblico, per i tuoi obiettivi.