Vuoi più prenotazioni dirette?
Parti dalla community.
Perchè una community curata, vale più di una promozione
Nel marketing alberghiero c’è una convinzione dura a morire: che le prenotazioni arrivino solo quando si spinge un’offerta. In realtà, sempre più spesso, le prenotazioni dirette arrivano prima, molto prima. Arrivano quando un potenziale ospite si sente già parte di qualcosa.
Quella cosa si chiama community.
Non è fatta di numeri, ma di persone. Non di follower, ma di relazioni. Ed è il vero patrimonio di un hotel.
Social e Newsletter: non canali, ma luoghi di relazione
Quando un hotel comunica solo per vendere, il pubblico impara a ignorarlo. Quando invece comunica per raccontare, coinvolgere e creare continuità, succede qualcosa di diverso: nasce fiducia.
I social media non servono solo a mostrare camere o colazioni. Servono a:
- far immaginare una vacanza
- creare familiarità prima dell’arrivo
- mantenere il legame anche dopo la partenza
La newsletter, allo stesso modo, non è uno strumento promozionale travestito. È uno spazio più intimo, dove il rapporto diventa uno a uno. Dove l’hotel smette di urlare e inizia a parlare.
Contenuti accattivanti non significa contenuti superficiali
C’è una grande confusione sul concetto di “contenuto accattivante”.
Accattivante non vuol dire:
- trend forzati
- frasi fatte
- promozioni continue
Vuol dire rilevante.
Vuol dire saper intercettare emozioni, bisogni, desideri.
Un contenuto funziona quando l’utente pensa: “Questo parla anche di me”.
La community come leva per le prenotazioni dirette
Una community ben curata riduce la distanza tra ispirazione e prenotazione. Ma c’è un aspetto che spesso viene sottovalutato — o evitato — nel racconto: l’impatto economico reale delle prenotazioni dirette.
Chi ti segue con continuità:
- conosce già il tuo stile
- si fida del tuo modo di comunicare
- non ha bisogno di essere convinto con uno sconto
Quando arriva il momento di scegliere dove soggiornare, l’hotel non è uno sconosciuto. È una scelta naturale.
Ed è qui che le prenotazioni dirette aumentano.
Non solo per una questione di controllo del rapporto con l’ospite, ma per una questione di sostenibilità economica.
Le commissioni delle OTA incidono mediamente dal 15% al 19% sul fatturato. Una percentuale che, nella maggior parte dei casi, coincide con il margine operativo dell’hotel.
In altre parole: quello che va alle OTA è spesso esattamente ciò che determina se un hotel chiude l’anno in utile o in perdita.
Ridurre la dipendenza dalle OTA non è una battaglia ideologica. È una scelta strategica.
E una community forte è uno dei pochi strumenti che permette di farlo senza entrare nella spirale di sconti, offerte forzate e guerra dei prezzi.
Il ruolo della strategia (e perchè improvvisare non basta)
Costruire una community richiede visione, coerenza e tempo. Non si tratta di pubblicare di più, ma di pubblicare meglio.
Social media ed email marketing funzionano davvero quando:
- hanno una linea narrativa chiara
- parlano sempre allo stesso tipo di ospite
- sono allineati all’identità dell’hotel
È un lavoro sartoriale, non automatico.
Le prenotazioni dirette non nascono dal caso.
Nascono da una relazione coltivata nel tempo.
Un hotel che investe nella propria community non sta solo comunicando: sta creando le basi per essere scelto, ricordato e consigliato.
Ed è questa, oggi, la vera differenza tra presenza online e strategia.
Caro Albergatore, ti invito a riflettere sull’argomento, e noi ci leggiamo al prossimo articolo.